I. Kant Critica del giudizio |
lunedì 2 marzo 2009
sabato 21 febbraio 2009
martedì 4 novembre 2008
Sarebbe davvero bello se la sapienza fosse in grado di scorrere dal più pieno al più vuoto di noi,
"Vieni qua, Socrate! Distenditi vicino a me, in modo che, stando a contatto con te, possa godere anch'io di quella sapienza che si è presentata a te mentre stavi nel vestibolo. E' chiaro, infatti, che tu l'hai trovata e che la possiedi. Altrimenti prima non ti saresti mosso!". 
E Socrate si sedette e rispose: "Sarebbe davvero bello, Agatone, se la sapienza fosse in grado di scorrere dal più pieno al più vuoto di noi, quando ci accostiamo l'uno all'altro, come l'acqua che scorre nelle coppe attraverso un filo di lana da quella più piena a quella più vuota. E se anche per la sapienza fosse così, io apprezzerei molto lo stare sdraiato accanto a te, perché sono convinto che sarei riempito da te di copiosa e bella sapienza.
La mia, infatti, sarebbe di poco conto, o anche discutibile, simile a sogno; invece la tua sapienza è splendente e in notevole accrescimento: quella sapienza che ieri l'altro vivamente risplendeva e che si è resa manifesta di fronte a più di trentamila Elleni come testimoni".
(Da "Il Simposio " di Platone)
mercoledì 29 ottobre 2008
Conformarsi alla propria condizione sociale e non stupirsi
Niente rinsalda lo scetticismo quanto il fatto che alcuni non sono scettici. Se tutti lo fossero avrebbero torto. Questa dottrina si rafforza a causa dei suoi nemici più che dei suoi amici, perché la debolezza umana si manifesta meglio in quelli che non la riconoscono, piuttosto che in quelli che la conoscono.
(Pascal)




















